Martedì28 Settembre 2021

Le S.U. della Cassazione si esprimono su mediazione e decreto ingiuntivo

Rispondendo all'ordinanza interlocutoria proposta dalla Terza Sezione della Suprema Corte di Cassazione (Ordinanza 18741/2019), le Sezioni Unite della stessa Corte, con sentenza del 18.09.2020 n.19596, hanno statuito il principio di diritto secondo cui: "Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell'art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l'onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo".

Secondo i giudici, infatti, deve ritenersi connaturato all'impostazione del nostro ordinamento che sia l'attore in senso sostanziale, cioè chi assume l'iniziativa processuale, a dover promuovere la mediazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, chiarendo l'oggetto e le ragioni della pretesa che ha inteso avanzare in via monitoria.

A tale considerazione, del resto, si giunge anche guardando agli effetti che la domanda di mediazione produce sulla prescrizione e sulla decadenza ai sensi dell'articolo art. 5, comma 6, del d.lgs 28/2010

Un ulteriore argomento si fonda sulla considerazione che l'eventuale inerzia nella proposizione della domanda di mediazione causerà l'improcedibilità e la revoca del decreto ingiuntivo, ma non impedirà al creditore di riproporre la propria domanda, così salvaguardandone il diritto.

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