Venerdì06 Dicembre 2019

Nuova Risoluzione UE sulla mediazione civile e commerciale

 

 


Risoluzione del Parlamento europeo del 12 settembre 2017 sull'attuazione della direttiva 2008/52/CE, relativa a determinati aspetti della mediazione in materia civile e commerciale  (P8-TA-PROV-2017-0321)

 

Il Parlamento europeo torna ad esprimersi in materia di mediazione civile e commerciale con una nuova Risoluzione che, nel fotografare lo stato di attuazione della Direttiva 2008/52/CE, raccomanda l'attuazione di nuove politiche di intervento per la Commissione Europea e per i singoli Stati membri.

Nello specifico, il Parlamento, nel prendere atto con favore che, molti Stati membri hanno implementato il ricorso alla mediazione, sia prevedendo che gli organi giurisdizionali invitino le parti a servirsi di questa procedura, sia introducendo diversi incentivi fiscali, osserva come tutt'ora permanga un basso livello di conoscenza della mediazione.

A parere dei parlamentari europei, inoltre, permane una notevole difficoltà ad ottenere dei dati statistici globali sulla mediazione, non solo con riguardo al numero di casi mediati, ma anche con riferimento alla durata media ed alle percentuali di successo delle procedure. In assenza di una banca dati affidabile, risulta quindi molto difficile promuovere ulteriormente la mediazione e accrescere la fiducia dei cittadini nella sua efficacia.

Quanto agli ambiti di applicazione, il Parlamento rileva come la mediazione abbia assunto un notevole rilievo nell'ambito del diritto di famiglia, dove risulta particolarmente efficace nel perseguimento del superiore interesse dei minori. Nell'ottica di un rafforzamento di questa dinamica, l'assemblea parlamentare evidenzia, quindi, l'opportunità di sviluppare e mantenere una sezione separata del portale europeo della giustizia elettronica dedicata proprio alla mediazione transfrontaliera nell'ambito del diritto di famiglia, che fornisca adeguate informazioni sui sistemi di mediazione nazionali.

Alla luce di quanto sopra, il Parlamento Europeo:

- accoglie con favore l'impegno della Commissione di cofinanziare diversi progetti volti a promuovere la mediazione e la formazione per i giudici e altri operatori della giustizia negli Stati membri;

- sottolinea che, ferma restando la natura volontaria della mediazione, sarebbe necessario adottare ulteriori misure per garantire l'esecutività degli accordi di mediazione, pur nel rispetto dei diritti fondamentali e del diritto dell'Unione Europea e dei singoli Stati, eventualmente anche superando i vincoli di omologazione attualmente esistenti in molti Stati, i quali, oltre ad aumentare i costi ed i tempi per l'esecuzione dell'accordo, influiscono negativamente sulla circolazione degli accordi di mediazione esteri;

- invita gli Stati membri a profondere maggiori sforzi per incoraggiare il ricorso alla mediazione nelle controversie civili e commerciali, anche attraverso opportune campagne di informazione che forniscano ai cittadini e alle persone giuridiche informazioni adeguate e complete sulla validità della procedura e sui suoi vantaggi in termini di economicità dei tempi e delle spese, nonché per assicurare una migliore cooperazione tra i professionisti della giustizia;

- sottolinea la necessità di uno scambio di migliori pratiche nelle varie giurisdizioni nazionali, sostenuto da misure adeguate a livello di Unione, al fine di aumentare la consapevolezza dell'utilità della mediazione;

- invita la Commissione a valutare la necessità di elaborare norme europee di qualità per la fornitura di servizi di mediazione, segnatamente sotto forma di norme minime a garanzia della coerenza, pur tenendo conto del diritto fondamentale di accesso alla giustizia e delle differenze locali nelle culture della mediazione, così da promuovere ulteriormente il ricorso a tale istituto;

- invita, inoltre, la Commissione a valutare la necessità per gli Stati membri di creare e mantenere registri nazionali dei procedimenti mediati, che potrebbero costituire una fonte di informazione per la Commissione, ma anche essere utilizzati dai mediatori nazionali per trarre vantaggio dalle migliori pratiche europee, pur nel rispetto del regolamento generale sulla protezione dei dati (regolamento (UE) 2016/679);

- chiede alla Commissione di effettuare uno studio dettagliato sugli ostacoli alla libera circolazione degli accordi di mediazione esteri all'interno dell'Unione e sulle varie opzioni esistenti per promuovere l'utilizzo della mediazione per la soluzione delle controversie interne e transfrontaliere nell'Unione, tenendo conto dello Stato di diritto e degli attuali sviluppi internazionali in questo ambito;

- invita, infine, la Commissione a trovare soluzioni per estendere, se possibile, l'ambito di applicazione della mediazione anche ad altre questioni civili o amministrative, prestando nel contempo una particolare attenzione alla tutela delle parti più deboli, nonché al rispetto di criteri di equità in materia di costi.

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